Il meteo non è riuscito a rovinare una strepitosa 18ª edizione

Tempo di bilanci per lo Sci Club Corrado Gex che, con il recupero dei bivacchi in quota e la sistemazione di tutte le bandierine utilizzate per il balisaggio, ha di fatto calato il sipario su un 18°, epico, Millet Tour du Rutor Extrême.  

Negli occhi di atleti, spettatori e volontari sono ancora vive le immagini di quelle stoiche tre giornate. Quella appena conclusasi, complice un meteo decisamente avverso, è stata una delle edizioni più dure, impegnative e anche ben riuscite di un TdR sempre più internazionale. Più di 800 concorrenti provenienti da 19 differenti nazioni, tanti campioni, il popolo delle corse al fil di cielo, un pubblico numerosissimo incurante delle precipitazioni piovose e della nebbia fitta, ma soprattutto i consensi unanimi raccolti sono il positivo bilancio di una gara che, a tutti gli effetti, riveste un ruolo principe tra le super classiche continentali.

Il motto “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare” calza a pennello e fotografa appieno l’impresa dai 666 Scialpinisti (la “S” maiuscola è voluta e dovuta) che, sulle vette della Valgrisenche, non hanno sfidato la montagna, ma bensì sfruttato appieno il loro bagaglio di esperienza alpinistica nel mondo race. Che la spettacolarità sia stata mantenuta senza trascurare la sicurezza si evince dal dato che, nonostante 3 intensi giorni di competizione con oltre 7000 m. di dislivello positivo, poco più di 30 équipe abbiano alzato bandiera bianca. E che dire dei giovani? Semplicemente stupendi 22 squadre junior e 8 squadre cadetti hanno dimostrato che lo skialp, quello vero, fatto di creste, ripidi couloir, e discese tecniche, piace anche alle nuove leve. Il loro sorriso, i loro occhi scintillanti al traguardo, il vederli cercare tra la folla Marco Camandona per ringraziarlo di avere permesso loro di vivere una simile esperienza ha ripagato i 250 volontari dell’immane lavoro svolto per il buon esito dell’evento.

Ma chi sono gli uomini e le donne del TdR? Guide alpine, operatori del soccorso, garisti e semplici appassionati. Insomma, professionisti della montagna e gente comune, un bel gruppo di volontari accomunati dalla passione per lo sport e la loro valle, che giorno e notte si sono impegnati a fondo per regalare a pubblico e atleti uno spettacolo unico.

 

Percorsi tecnici, vero fuoripista come nello stile La Grande Course, ma anche tante novità per una kermesse che ha saputo catturare l’attenzione dei media nazionali e internazionali.  Puntuale comunicazione in più lingue, scatti d’autore, video mozzafiato, il successo del processo alla tappa in diretta streaming, gli oltre 5000 follower sui social, sono alcuni dei dati mediatici di un evento che definire una semplice gara sarebbe limitativo. Prova ne è il coinvolgimento di ben 16 aziende di settore che a Arvier hanno dato vita a un vero e proprio mountain village e le tre università che hanno schierato 67 studenti, 20 docenti e 15 tutor per prendersi cura di ogni singolo atleta.

Calato il sipario, gli uomini dello Sci Club Corrado Gex possono “tirare il fiato” e godersi questo successo, prima di rimettersi in campo per una 19ª edizione che nel 2018 tutti si augurano ancora all’insegna di un sole splendente

Author: Tour du Rutor

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